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Il palco dei miei soliloqui

Un blog a tempo perso

Alice

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Sono sempre indecisa. E insicura. E permalosa. Però mi piace parlare, ma non sempre, solo quando sto con chi mi mette a mio agio. Soprattutto sono pigra, costituzionalmente pigra
Updated 7/24/2008
Updated 6/9/2008
Updated 5/22/2008
August 15

Feriae Augusti

Presumibilmente ho aspettative troppo alte per il mio blog.
Scrivo raramente, quando mi sento davvero illuminata. Ora, per esempio, ho una mezza riflessione sui Simpson lasciata in sospeso, ma devo aspettare di trovare la voglia di premere con le dita sulla tastiera per mettere per iscritto i miei pensieri. Che poi io premo spesso con le dita sulla tastiera, a pc acceso. Passo ore a farlo. Epperò se si tratta di scrivere per il blog, non mi va.
Sempre per la solita storia che ci sono sconosciuti a leggere i miei pensieri e io temo di essere giudicata e blablabla, immaginate voi il resto. Perciò, solo quando sono molto ispirata, scrivo qui sopra. Però, gironzolando sul web (Si, lo so che la dicitura esatta è "cazzeggiando") ho visto vai blogS -O bloges, alla latina- e non è che la gente che popola l'internet abbia sempre cose intelligenti da dire. Talvolta scrivono riflessioni semplici, forse pure banali. E perchè non posso farlo pure io?
 
Ed ecco il post di oggi.
 
Oggi, ferragosto, nessuna allegra scampagnata per l'allegra-ormai-quasi-diciannovenne-Alice. Io e i miei due coinquilini (A cui sono legata, lo ammetto, da vincoli di sangue) siamo sempre molto ambiti. Ci hanno invitato sia i nonni che la (pro)zia Filippa. Giusto i più giovani della famiglia. Dopo tante telefonate che hanno interrotto il mio ozio pomeridiano di questi giorni, i contendenti hanno trovato un accordo: saremmo stati ospiti dei nonni.
Ecco, con tutto l'amore che ho per i miei nonni, ma io mi annoio da morire a casa loro. Si mangia di corsa e alle 14 è già finito anche il caffè. Davanti a noi resta quindi un lungo pomeriggio da trascorrere tra visite alla casa in ristrutturazione di zia, pettegolezzi, sbadigli, sbadigli, sbadigli e mal di testa. Ovviamente mia mamma non recepisce mai i miei sguardi eloquenti che la implorano di andare via e restiamo sempre più di quanto io riesca a sopportare.
Oggi, poi, ci sarà stato l'85% di umidità in questa triste vallata e nemmeno un alito di vento. Terribile.
 
Però, quando alle 19 e passa abbiamo lasciato la celeberrima casa dei nonni, mamma ci ha portato a prendere un gelato. (Perchè io mi adeguo benissimo alle esigenze di mio fratello, nonostante i dodici anni di differenza) E lì ho potuto avere la rivincita sulla mia educatrice e sgridarla perchè si era macchiata con il gelato.
 
Una tronfia,
Alice

P.S. In tutto questo è un'ora che ascolto solo "Pescatore" di Fiorella Mannoia e Pierangelo Bertoli. Ma che bella... Cuore rosso

P.P.S. Sento il bisogno di dare dignità al mio blog-a-tempo-perso. Forse è il caso di toglierlo da live spaces che è oggettivamente brutto e fare il grande salto da blog-a-tempo-perso a blog-e-basta. Chissà...
August 10

Censura

Ebbene si, ho cancellato l'accozzaglia di luoghi comuni che era quell'altro post.
 
I lettori affezionati potranno averne una copia telefonando al 555-25635138512632156315. I primi dieci a chiamare riceveranno in omaggio una confezione di mollette per i panni.
 
A.
July 25

Tempi moderni

L'altro giorno stavo riordinando le scatole e tutto il resto, quando mi sono accorta dello stato in cui versa la mia camera. Quelli che regnano sovrani sono i cavi, i fili, le prese e le spine. Camera mia sembra l'outlet di Euronics.

A descrivere il retro della scrivania bastano le immagini

.P1010156 Realistica panoramica dall'alto.

P1010154 Altrettanto realisto scatto laterale.

 

Questo è lo spettacolo che i ragni e gli acari che popolano l'angusto retro della scrivania trovano davanti a loro ogni giorno. Fare le pulizie lì dietro, per me che sono allergica, è una battaglia persa in partenza. Per non parlare della scrivania in sè. Tra il case e la stampante io non ho più posto per appoggiare i piedi, mentre lo schermo e le casse occupano il 70% della superficie disponibile. Aggiungete a queste il telefono, il portapenne ed un paio di libri e avrete così coperto circa il 90% della superficie totale.
E poi mamma mi chiede perchè non studi mai in camera....

Ma in realtà sento l'esigenza di spendere due parole sui caricabatterie. Si, perchè io sono diventata dipendente dai caricabatterie. La prima cosa a cui penso quando mi devo spostare è: "Le batterie! Sono cariche? Devo prendere il caricabatterie!". E così finisco per raggruppare almeno tre o quattro caricabatterie, strettamente necessari per la mia sopravvivenza: almeno quello del telefono, dell' Ipod e delle pile per la fotocamera (pensa te!). Veramente una volta ho pensato pure di prendere tutta la ciabatta per attaccare questi caricabatterie, ma alla fine sono stata dissuasa da non so quale anima pia.

E' una vera dipendenza, non posso farne a meno. Il caricabatterie mi garantisce il contatto con il mondo esterno, a prescidere da quale sia quello interno e dall'apparecchio da caricare. Mi serve e basta.
E così quando mi sposto ho il mio vitale sacchetto pieno di fili ingarbugliati, il primo ad essere aperto dopo la valigia e l'ultimo ad essere riposto.

Alice del terzo millennio

July 18

Si aprano le danze

Dunque, è bene specificare all'inizio che la ridente Cassino ha origini antichissime, se non sbaglio risalgono addirittura ai Sanniti. I Romani, poi, hanno preso il posto di questi ultimi rendendo la città benestante e tutto il resto. Ecco, oggi, a oltre duemila anni di distanza, i cassinati possono ancora usufruire dell'antico teatro romano, suggestiva sede della rassegna Cassinoarte. Questa rassegna è - a mio avviso, s'intende - uno dei migliori eventi che il Comune organizza. Certo, il programma talvolta lascia un po' a desiderare e i prezzi negli ultimi anni stanno diventando un tantino alti, ma dato che io non posso godere neppure di una settimana di mare, sono disposta anche a pagare un po' di più per vedere una tragedia di Euripide o una spassosissima commedia di Aristofane. Tanto più che è l'unico periodo in cui in zona si assiste a spettacoli del genere.

Insomma, questo lungo preambolo per introdurre l'argomento centrale: ieri sera.
Si, perchè la rassegna Cassinoarte (da notare l'originalità del nome) si apre con la sezione Cassino multi-etnica (ed ecco ancora una volta la grande originalità degli organizzatori nel scegliere i nomi) che si sta svolgendo proprio in questi giorni. Ieri sera, per l'appunto, suonava un gruppo del Salento, gli Aria Corte.

L'inizio della serata era previsto per le 20.30 e giusto a quell'ora passo a casa di Federica per prenderla e raggiungere questo celeberrimo teatro romano. Desolazione assoluta. Il gruppo era sul palco a suonare e i presenti erano circa dieci. Si sono prospettate così due possibilità:

  • Il gruppo era talmente puntuale che alle 20.40 aveva già iniziato a suonare
  • Il gruppo era talmente in ritardo che alle 20.40 stava ancora facendo le prove

Per nostra fortuna è stata la seconda opzione a rivelarsi corretta. Dopo una decina di minuti, infatti, i nostri hanno lasciato il palco e il super-fonico-ma-anche-tecnico-delle-luci-e-mio-vicino-di-casa ha annunciato che la pasta era pronta. Ecco, all'occorrenza fa anche da presentatore: gli Uomini della Selvotta non si smentiscono mai.

E' il caso di inserire un'ellissi temporale di circa un'ora, un'ora in mezza in cui, se proprio vi interessa saperlo, io e Federica abbiamo mangiato la celeberrima pasta e chiacchierato del più e del meno.

Ma veniamo all'evento centrale della serata. Intorno alle 22.00, quando il nostro amato Sindaco (e mo ci vuole: "adda arrivà Baffone!") ha fatto il suo ingresso con la delegazione di Malta (perchè comunque noi cassinati ci teniamo alla politica estera. Casa di Gian una volta ha anche ospitato il cugino maltese Omar o, come piace chiamarlo a me e Gian, O Màr. Però in realtà io e lui abbiamo punti di vista diversi sulla Comunità Europea, ma di questo magri ne parlo un'altra volta perchè sto veramente divagando), dicevo, quando sono arrivati questi qui, lo spettacolo è iniziato. Mi sono divertita tantissimo. Perchè già intorno alla seconda canzone il gruppo ha invitato il pubblico a scendere al fondo della cavea (ovvero nell'orchestra - perchè io mi sono diplomata al classico! Yeah!) per ballare e il "Primo Ballerino" non ha perso quest'occasione. Si trattava di un signore intorno ai cinquant'anni che ha ballato come un matto per tutta la sera. Con la sua copagna per mano, si è fiondato giù dalle scale per aprire le danze. E' stato fenomenale. Saltellava intorno alle sue compagne ballerine (perchè poi non era mica una sola!), girava, allarga le braccia, le portava dietro la schiena. Ha dato lezioni di stile a tutti. Trasportate da quest'euforia generale, anche io e Federica abbiamo deciso di darci alle danze. L'idea è partita da lei e io, che sono una timidona, c'ho messo un po' prima di convinvermi. Ma alla fine, dopo aver visto ballare la prof di matematica, mi sono decisa a seguirla e a mischiarmi alla fauna locale per danzare.

Inutile descrivere i vari soggetti - la fauna locale, per l'appunto - con cui ho diviso le scene. L'importante è che IO abbia ballato. L'ultima volta in cui l'ho fatto è stato più di un anno fa, credo. Ed erano balli di gruppo. Altrimenti l'unico (oltre a Gian) che mi ha visto ballare è stato l'armadio di camera mia. E, si sa, gli armadi non sono molto loquaci.
Un evento singolare, ma davvero divertente.

Una danzerina
Alice

 

P.S. In tutto questo, mentre scrivevo il post, stamattina la connessione ha subito un guasto che la Telecom ha prontamente risolto a meno di due due ore dalla segnalazione. Ma questo solo perchè la mia è Alice ADSL. Un nome, una garanzia.

July 13

Yo

findingforever

"Yeah you know how we do it. We do it for the people"

 

Così canta Common in "The people". Questa frase mi sembra un po' un manifesto, mi piace assai.

E proprio questa frase (ma soprattutto il faccione di Common) andava fissata sul blog-a-tempo-perso.

Yo.

Alice

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